venerdì 6 luglio 2018

Skincare addict





Chi è mamma, e soprattutto chi lo è da poco, sa quanto è difficile riuscire a ritagliarsi del tempo da dedicare a se stesse durante la giornata.
 
Si passa da una poppata all'altra, da un pannolino sporco all'altro, da una lavatrice all'altra, e noi?
 Dov'è finita la parte di noi che passava ore davanti allo specchio tra una cremina e una maschera? 
Dove si è nascosta quella donna che amava guardare tutorial di trucco per poi cercare, a modo suo, di replicare?

 Ci trasformiamo dalla moglie ordinata e perfettina, sempre incremata e profumata, alla mamma non proprio in ordine, con i capelli raccolti dal mollettone, fresca si ma di doccia della durata massima di cinque minuti e il makeup è spesso un grazioso ricordo del passato. 


Ovviamente è capitato anche a me, sia con il primo che con il secondo ed anche con la terza figlia. Quando sono piccoli si è doverosamente concentrati nello stabilire delle nuove routine e la skincare, e peggio ancora il makeup, sono davvero l'ultimo pensiero...o almeno così è stato per me!
  
Tranquille tornerà! E non lo dico solo perchè  voglio rassicurarvi! Con il passare dei mesi, per alcune degli anni, la situazione si stabilizza e grazie all'organizzazione ci si riesce a dedicare un bel pò di tempo nel corso della giornata.

Chi mi conosce bene sà che ho una passione smodata per la skincare. Mi rilassa tantissimo dedicare del tempo alla cura della pelle.
 Premetto che non credo siano ancora in commercio prodotti in grado di far miracoli e quindi le mie prime rughe sono spuntate lo stesso e me le tengo, ma ovviamente non so se la situazione della mia pelle fosse stata peggiore se non avessi avuto l'ostinazione nel voler continiuare a prendermi cura di me mattina e sera anche quando gli occhi si chiudevano da soli per la stanchezza.

E ammetto anche che il mio desiderio di rinchiudermi in bagno tra creme e sieri non è poi proprio dovuto al non accettare la comparsa degli inevitabili segni del tempo ma bensì sono alla ricerca di ciò che riesce a rilassarmi e a scrollarmi di dosso la stanchezza accumulata durante le mie solite giornate frenetiche.

Come riesco? Bene, parto col dire che i miei figli vanno sempre a letto presto, intorno alle 21,30. E' una routine anche questa e a furia di coricarsi presto si svegliano presto e di conseguenza la sera hanno di nuovo sonno presto...come un cane che si morde la coda!

Quindi, con i bambini a letto, e sbrigate le "poche" faccende domestiche della sera (preferisco pulire casa di mattina), inizio il mio rituale...si perchè si tratta di un vero e proprio rituale, nel senso che non faccio le cose tanto per farle ma do ad ogni fase della mia skincare il tempo che merita.





Negli anni mi sono fatta una cultura e mi sto sempre più orientando verso una skin care di tipo Koreana, ovviamente rivisitata in base alle mie esigenze.  
Che le donne orientali siano molto attente al benessere della loro pelle si intuisce già dal costante uso dell'ombrellino per ripararsi dal sole, ma il benessere evidente è anche dato da una costante e parecchio elaborata cura e attenzione che adottano

In parole povere la Skin care Koreana consiste in una cura della pelle che si conpone di 10 step che vanno dalla detersione all'idratazione,  dati dalla stratificazione di diversi prodotti, partendo dai più leggeri fino a concludere con i più corposi.   

Comprendo che il tutto può sembrare un procedimento lungo e complicato ma vi assicuro che non servono più di 15 minuti per una skin care completa, ovvio che se si aggiungono anche le maschere (che io faccio almeno 3 volte a settimana) i tempi si allungano. Ovviamente la mattina è tutto molto più veloce, perchè avendo pulito bene il viso la sera non vi è la necessità di rifare tutti i passaggi.

Una volta capito cosa fare e averci preso la mano con detergenti, tonici, sieri e creme. tutto diventa naturale e forse sarò ripetitiva, o forse funziona solo per me, ma credetemi se riusciamo a far diventare una routine ciò che vogliamo fare sarà più semplice riuscire a farla. Basta solo riuscire ad organizzarsi e poi riusciremo in tutto...ve lo assicuro. 
Non è detto che le mamme con uno o più bimbi non riescano mai a dedicarsi del tempo, a volte forse non lo vogliamo veramente o ci facciamo prendere dalla pigrizia...quindi basta più poltrire, bimbi a letto, piatti in lavastoviglie e di corsa chiuse in bagno!

Presto vi racconterò le mie skin care routine della mattina e della sera e vi parlerò dei prodotti che uso. 
Spero che questo post possa essere utile a qualcuno, che possa essere di stimolo a far di più per noi stesse, perchè il volere è potere e finiamola col dire "non ho tempo" perchè se realmente si vuole il tempo si trova!   

martedì 26 giugno 2018

Noi mamme MULTITASKING...


Disegno del mio piccolo Gabriele



Chi, come me, ricorda lucidamente quando da ragazzine ci lamentavamo di essere stanche perchè magari avevamo studiato e la mamma ci pregava di dare una mano nelle faccende domestiche?

Lo ricordo, e come se lo ricordo!!! Avevo come la sensazione che mi chiedessero di fare non so che, non capivano quanto avevo già faticato io, perchè obiettivamente faticavo, ma, c'è un ma...non avevo assolutamente idea di quanto faticava durante il giorno la mia mamma. 

E' proprio vero quanto mi ripeteva proprio lei spesse volte "QUANDO SARAI MAMMA CAPIRAI"...certo lei si riferiva alle paure e preoccupazioni di una mamma e questo è un capitolo a parte e degno di un post a parte perchè io, così ansiosa come sono, di paure e preoccupazioni ne ho parecchie e ci faccio i conti tutti i giorni, ma oggi, con gli occhi da adulta e con tre bambini all'attivo mi chiedo:

 "ma quante capacità abbiamo noi mamme?"

Sicuramente tante visto che molti hanno più volte utilizzato il termine multitasking proprio per definirci, termine che ricordo essere nato per definire, in informatica,  la capacità di un sistema operativo di eseguire più programmi contemporaneamente.

Infatti, pensandoci bene, è proprio questa la più grande capacità che ci contraddistingue e mi sorge spontaneo dire che non è innata, ripensando a me da ragazza, che si amavo fare molte cose contemporaneamente ma mi stancavo molto presto, ma allòra non avevo ancora la benchè minima idea di cosa fosse la stanchezza vera e propria.

Mi ritrovo oggi, con i miei 38 anni, con tre bambini all'attivo di 10, 7 e 4 anni, super felice e super emozionata nel vederli crescere, ma aggiungerei (e ci sta) super stanca...

...ma quanto è faticoso crescere oggi un bambino? Si distreggiano già loro, poveri cuccioli, tra mille impegni e noi dobbiamo obbligatoriamente stargli dietro.

 Ed è così che corriamo tra scuola, palestra, danza, compleanni, dentista, pediatra, incontro scuola-famiglia, visita ai compagnetti e chi più né ha più né metta...

...ma  ricordiamoci pure che a contornare il tutto, il più delle volte, si ha la fortuna di avere un lavoro (perchè nonostante la stanchezza in più è pur sempre una fortuna), si deve stare dietro una casa, e già di per sè l'essere casalinga è così stancante da meritare uno stipendio da senatore, e poi dovremmo anche, perchè ci tocca, dedicare del tempo a noi.

Quindi ditemi voi, siamo o non siamo meglio di un sistema operativo di ultima generazione?

I maschi che leggeranno forse non lo ammetteranno mai ma di sicuro il cervello di noi donne è stato progettato per svolgere contemporaneamente innumerevoli mansioni nel migliore dei modi.
Certo navigando un pò sul web emergono dati di ricerche a dir poco strabilianti, ovvero secondo alcune ricerche economiche una mamma fa in media 94 ore di lavoro al giorno che significherebbero, se retribuite, circa 83 mila euro all'anno...sono ricca e non lo sapevo!!!


 Ma forse il merito più grande è proprio dei nostri meravigliosi figli, perchè è grazie a loro se queste nostre qualità sono emerse, è grazie a loro se siamo taxiste, cuoche, infermiere, insegnanti, lavandaie a tempo pieno ecc ecc.

E' proprio grazie a loro e all'amore ''smodato'' che nutriamo nei loro confronti che riesciamo a fare mille e più cose al giorno senza che in realtà ci pesi, perchè si è vero ci sentiremo di sicuro stanche ma l'amore che riempie il nostro cuore e la certezza di aver dedicato del tempo per far felici loro ci da una carica e una forza che mai e poi mai avremmo creduto di avere e allora che ben venga trovare  grandi termini che rappresentino le nostre qualità, perchè in fondo ce lo meritiamo, perchè in fondo valiamo!

mercoledì 20 giugno 2018

I bambini e la fantasia






Quante volte da piccoli abbiamo sognato ed immaginato la nostra vita da grandi? O fantasticato su una storia mille miglia lontana dalla realtà?


Ricordo perfettamente come, da bambina, mi immedesimavo nei miei sogni e come tutto appariva così reale.

Mi ritrovo oggi ad osservare i miei figli, persi nei loro sogni ad occhi aperti...
  ...loro che riescono a vedere un diamante in un sasso, un castello in una stanza,  un mondo parallelo dietro una vite dove l'uva ancora acerba non è altro che una pallina da ping-pong e la terra nera della calda sabbia dorata, ed oggi mi sembra strano...

... io non ho più il pensiero magico che ha caratterizzato la mia infanzia e che oggi riesco a riconoscere negli occhi sognanti dei miei tre bimbi. 
 
Il pensiero dei bambini, la loro immaginazione, si differenziano molto dal modo di pensare dell’adulto che, per forza di cose, deve essere sempre razionale e logico, in quanto i problemi ahimè non si risolvono di certo con la fantasia.

Loro invece, riescono sempre a costruire una realtà sicura, parallela alla nostra, che li tranquillizza, che li fa sentire forti e che noi genitori abbiamo il compito di stimolare ed incentivare.

Spesso istintivamente li correggiamo, cercando di spiegare che non sempre è tutto semplice, tutto scontato così come appare ai loro occhi.
 Ma è anche bene non insistere nello spiegare sempre tutto ed ogni cosa in modo razionale, perché crescendo acquisiranno da soli la concretezza della vita, quindi credo sia giusto dar loro un certo limite ma lasciarli ugualmente sognare perché in fondo non ci vedo niente di male nel sognare di essere un giorno una principessa, o un astronauta o un importante ingegnere

... in fondo è anche bello vedere la felicità nei loro occhi mentre sognano, o vederli aspettare ansiosi che Babbo Natale scenda dal camino, o che La Fatina dei Denti porti loro un soldino. 
Non può di certo nuocere dare libero spazio alla loro fantasia, ne avranno di tempo poi per stare con i piedi per terra e per capire che non basta la perdita di un dente per avere dei soldi in cambio. 

Venire a contatto con la realtà in un tempo precoce può far imbattere il bambino di fronte ad una serie di difficoltà che può vivere in modo drammatico e di conseguenza possono emergere frustrazioni.

Quindi credo sia giusto non ingannarli e dar loro i mezzi per conoscere la realtà, parallelamente con la loro età, bisogna anche cercare di renderli partecipi delle piccole o grandi avversità che possono presentarsi in una famiglia, ma non credo ci sia alcuna ragione nel voler a tutti i costi farli stare con i piedi per terra quando sono ancora piccoli. 

Certo non è detto che il pensiero positivo non sia spesso protagonista anche nella vita di noi adulti!!!

Anche noi abbiamo spesso bisogno di lasciare spazio ai sogni e all’irrazionalità, per risolvere ed uscire da situazioni spesso poco piacevoli, del resto dicono che l’emisfero destro del nostro cervello è dominato dall’emotività e dall’estro, per cui il pensiero magico non ci abbandona mai del tutto, bisogna solo ricordarsi come usarlo nei momenti più bui.

martedì 6 marzo 2018

Donne di altri tempi...

Chi, come me, è nato negli anni '80 conosce relativamente poco il vero risparmio che veniva adottato nelle famiglie dei nostri genitori, famiglie solitamente molto numerose in cui bisognava realmente stare molto attenti all'uso del denaro sia per quanto riguardava l'alimentazione che per vestiario e tutto il resto. Mio padre mi racconta spesso la vita vissuta dalla mia cara nonna e anche io ho molti ricordi di lei e di come si dava da fare per gestire la sua grande famiglia composta da ben 11 figli. Mi racconta di come condivideva vestiti, scarpe, libri scolastici e i rari giochi, spesso autoprodotti, insieme ai fratelli. Mi racconta di come dormivano tutti insieme nella stessa stanza, di come la mia nonna si recava nei campi per lavoro con i tanti figli a seguito, e di come adagiava i più piccoli su un mucchietto fatto di foglie di vite per intrattenerli mentre lei si occupava dei lavori che bisognava svolgere, di come alla fine del lavoro si raccoglieva sempre della verdura di campo che una volta bollita si trasformava nel loro pasto succulento, dell'odore del pane appena sfornato che la mia cara nonna era solita preparare, anche quando il suo pancione la rendeva un pò impedita nei movimenti, perchè sapeva che così con una spesa minima avrebbe di certo sfamato la sua grande famiglia. Delle lunghe camminate, e non di piacere, perchè allora i piedi erano il mezzo di trasporto più usato anche quando il tragitto non era breve. La mia nonna era solita portare il pranzo al nonno e ai figli in campagna e quindi munita di buona volontà, che veramente non le mancava mai, con il suo sempre presente pancione partiva per lunghi tragitti e con il fagotto di cibo, che di sicuro conteneva verdura fresca di campo e pagnotta calda, da un lato e con i bimbi piccoli in braccio e altri al suo seguito. Eppure non era mai stanca, non si lamentava mai e dopo la sua intensa giornata di lavoro era pronta anche per l'ulteriore zappata al suo orto, sempre ben fornito e ben curato, una visita al pollaio per ritirare le uova fresche, pronte per essere usate per la cena, e poi di corsa a lavare i panni, rigorosamente a mano e con acqua fredda, perchè servivano urgentemente per i giorni seguenti in quanto i loro armadi non erano molto forniti.

 Donne di altri tempi...
donne vere, grandi donne, che riuscivano a preparare grandi pranzi con poco, che partorivano in casa e l'indomani erano già pronte per una giornata di lavoro, che sapevano cucire, che coltivavano l'orto, avevano il bestiame e se ne occupavano da sole, che impastavano chili e chili di farina e che lavavano lenzuola enormi e la centrifuga era solo nelle loro mani...
già!!! Donne di altri tempi.

Come possiamo comprendere noi, figli dell'era moderna, la pesantezza delle loro giornate, il livello della loro stanchezza fisica dopo almeno 18 ore di lavoro pesante? Ecco, forse non lo capiremo mai!

Noi, che usciamo tutte le mattine, rigorosamente in auto, per andare a comprare il pane, perchè se impastiamo già solo un chilo di farina ci sentiamo delle eroine.
 Noi, che non andiamo a lavoro se abbiamo i bimbi piccoli o ricerchiamo subito l'aiuto di baby-sitter e asili nido.
Noi, che spesso compriamo la verdura di campo perchè raccoglierla da se può risultarci faticoso. 
Noi, che ci sentiamo un pò malate se abbiamo il pancione e ci facciamo coccolare per mesi dopo il parto.
 Noi, che difficilmente abbiamo preparato il pane cotto per i nostri figli perchè latte in polvere, liofilizzati, omogeneizzati e brodo pronto sono più facili da preparare.
 Noi, che se ci facciamo una lunga camminata è solo per piacere e non ci dimentichiamo di certo di mettere prima la protezione solare, e se magari dobbiamo portarci i bimbi sarà col passeggino o con il marsupio.
 Noi, che raramente laviamo panni a mano e che accendiamo la lavatrice anche solo per un chilo di bucato che poi ovviamente metteremo in asciugatrice così evitiamo di stirare. 

NOI, figli dell'era moderna, figli del consumismo, che non sappiamo mai cosa indossare pur avendo l'armadio pieno, che abbiniamo le scarpe con la borsa, che cambiamo ogni giorno colore di rossetto e ombretto, che andiamo dall'estetista per avere sempre una manicure d'effetto, noi, che ci riempiamo i cassetti di prodotti per il viso perchè non accettiamo di vederci le rughe e che corriamo ai ripari non appena fa capolino anche solo un capello bianco...
...Noi che nonostante possediamo tanto siamo sempre alla costante ricerca di qualcosa, ma non sappiamo cosa, che ci possa regalare una grande gioia, perchè spesso non siamo felici, o se lo siamo, lo siamo per poco, perchè abbiamo tutto e vorremmo sempre altro. 

Come possiamo capire la gioia che provavano le nostro nonne quelle rare volte che indossavano un vestito nuovo, loro che spesso di nuovo non avevano neanche l'abito bianco che di solito  veniva prestato.

Ma la cosa che più mi fa riflettere è chissa cosa penserebbero loro vedendo noi donne oggi, se proverebbero della sana invidia o solo compassione per come ci siamo ridotte, nella continua ricerca del benessere quando loro il benessere vero lo avevano già in mano 
 Stava nelle piccole cose, nel piacere di stare tutti insieme nella tranquillità di una vita di sicuro meno frenetica della nostra,  felici con poco, felici per un abbraccio, uno sguardo, un piccolo pranzo ma condiviso con le persone care e la semplicità delle loro giornate, vissute lavorando si ma non correndo tra un impegno e l'altro come ormai facciamo noi e quando ci si riuniva si passava tempo di qualità senza nessun smartphone a distrarre l'armonia familiare. 

Beh forse a volte un pò di sana invidia la provo io nei confronti dell'andamento della loro vita. L'era del consumismo ci rende si ricchi, ma solo di oggetti, bisognerebbe almeno un pò adesso ritornare alla ricerca di quei valori, valori veri, che sono stati punti cardine nelle famiglie di una volta e che noi oggi abbiamo purtroppo un pò accantonato.